TRENTO E ROVERETO, ECCO IL NOSTRO PRIMO VIAGGIO IN FAMIGLIA – SECONDA PARTE

La fine di ogni viaggio mi lascia da sempre un po’di malinconia, per questo prima di tornare a casa cerco di aggiungere qualche tappa per riempire l’ultimo giorno, così da arrivare a sera senza accorgermene.

Prima di partire per il nostro primo viaggio in famiglia mi sono chiesta se questa tradizione potesse essere mantenuta, riservandomi la facoltà di decidere cosa fare solo la mattina della partenza da Trento. La meta non era quindi decisa a priori, ma parlando anche con la proprietaria del B&B in cui alloggiavamo, ci siamo diretti a Rovereto.

Le due città distano circa trenta chilometri e sono ben collegate, quindi si arriva in breve tempo. Appena arrivati decidiamo di percorrere il lungo Adige, approfittando del percorso creato appositamente per pedoni e ciclisti. È proprio grazie a questa passeggiata che veniamo a conoscenza della maggiore particolarità della città, la campana dei caduti, simbolo di Rovereto e motivo per cui questa città è conosciuta come città della pace.

BandiereCampanadeiCaduti

CampanadeiCadutiRovereto

Voluta dal sacerdote don Antonio Rossano, originario di Rovereto, la campana è realizzata con il bronzo dei cannoni donato dalle nazioni che hanno partecipato al primo conflitto mondiale.

Posta sul Colle Miravalle, la campana suona ogni sera cento rintocchi, volti a ricordare le vittime della Grande Guerra e a spingere tutti i popoli ad impegnarsi per mantenere la pace.

Prima di lasciare la città visitiamo il centro storico. Il tempo è tiranno quindi tralasciamo la visita alle principali chiese del paese e ci concentriamo sul Castello di Rovereto. La posizione strategica ne testimonia la funzione difensiva che ebbe in passato. Oggi è sede del Museo della Grande Guerra, un’importante esposizione che illustra i principali avvenimenti verificatisi sul fronte trentino tra il 1915 e il 1918. Particolare attenzione viene data all’evoluzione delle dotazioni di armi possedute dai vari eserciti in campo. Periodicamente vengono realizzate interessanti attività per famiglie, volte a far conoscere la storia della Grande Guerra ai bambini, incentivando la loro presenza al museo insieme ai genitori. Sono rimasta colpita da questa cosa, al punto che sono certa di parteciparvi con Adele tra qualche anno.

MuseoGrandeGuerraRovereto

CastelloRovereto

Qui termina il racconto del nostro primo viaggio in famiglia. A distanza di qualche mese posso dire che è stato terapeutico perché ha cancellato in pochi giorni tutti i timori che avevo, confermando quanto la nostra passione faccia bene anche alla nostra bimba.

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